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Mascherine anti Coronavirus: facciamo un po’ di chiarezza!

L’epidemia di Coronavirus scoppiata in Italia da circa due settimane, e rapidamente diventata pandemia a livello globale, ha costretto milioni di persone a dover proteggere bocca, naso ed occhi dalla possibile infezione.

La caccia alle mascherine protettive – di qualsiasi tipo – è ormai cronaca quotidiana nel nostro paese.

Molto difficili da reperire in commercio, vuoi per le scorte in esaurimento o per i prezzi divenuti nel frattempo esorbitanti, non sono però da considerare idonee, o perlomeno utili, a chiunque.

In realtà, infatti, non tutti DEVONO indossarle.

Le mascherine non hanno alcuna utilità sulle persone sane.

Mascherine

Chi DEVE indossare le mascherine protettive

Devono essere obbligatoriamente indossate dai malati di Coronavirus e da chi se ne prende cura, cioè il personale sanitario oppure chi assiste direttamente il paziente. Le mascherine possono proteggere anche particolari categorie a rischio contagio, come gli immunodepressi o i malati oncologici, in generale più esposti a queste infezioni.

Nelle zone rosse, le mascherine possono certamente aiutare chi lavora a diretto contatto con persone sconosciute: consigliate a tassisti o personale di uffici pubblici, ad esempio.

Questa premessa, d’obbligo, tiene infatti conto delle linee guida dettate dall’Oms lo scorso 27 febbraio, che invitano la popolazione ad un uso razionale dei dispositivi di protezione individuale contro l’epidemia di coronavirus.

 

Le precauzioni per le persone SANE

Per quanto riguarda la popolazione sana, cioè in teoria non a contatto con persone infettate, valgono le raccomandazioni in tema di igiene personale ormai vigenti da diversi giorni: lavarsi le mani, non toccarsi il viso, mantenere la distanza di almeno un metro e cercare di non uscire di casa.

Unica eccezione, secondo quanto recentemente comunicato dal Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, riguarderebbe i casi in cui vi è “assenza della possibilità di mantenere la distanza di un metro”. In quel caso, la protezione civile avrebbe raccomandato l’uso delle mascherine.

È bene ricordare, ancora una volta, che la mascherina non deve essere una scusa per poter uscire e incontrare altre persone, laddove sia stato ordinato di limitare i contatti. La raccomandazione di Borrelli sarebbe rivolta a chi, per motivi di lavoro, non può rispettare le distanze di sicurezza.

 

Vale la pena ricordare anche che qualunque mascherina è da considerare, di per sé, rigorosamente monouso. Se non la si cambia spesso, il respiro creerebbe un microclima in grado di favorire la proliferazione del virus a contatto con le mucose di bocca, naso e occhi.

Per tutti gli altri casi, in mancanza della mascherina, è da considerare sufficiente coprirsi il volto con una sciarpa, un foulard, o un copricollo.

 

I tipi di Mascherine

Esistono 3 categorie principali di mascherine protettive:

  1. i Dispositivi di protezione individuale (DPI – FFP)
  2. i Dispositivi Medici o mascherine medicali (DM)
  3. le Mascherine “fai-da-te”
Tipi di mascherine - chi le deve utilizzare
Tipi di mascherine – chi le deve utilizzare

1 – DPI

DPI in commercio devono presentare il marchio CE. A norma di regola EN 149, le mascherine filtranti si classificano in FFP1, FFP2 e FFP3, con un’efficienza filtrante crescente.

Le FFP1, inadeguate a fronteggiare il virus, sono dette “antipolvere”.

Quelle consigliate – a chi si deve proteggere dal virus – sono le FFP2 e, meglio ancora, le FFP3. Indossate da una persona infetta, sono semplicemente sprecate.

  • Maschere FFP1 = 78% di efficienza
  • Maschere FFP2 = 92% di efficienza
  • Maschere FFP3 = 98% di efficienza
Mascherine FFP
Mascherine FFP

2 – DM: Mascherine Medicali o chirurgiche

Le mascherine Medicali DM hanno la funzione di ostacolare la diffusione del virus nell’atmosfera circostante. Le conosciamo un po’ tutti, nelle sue varianti in azzurro o in verde, perché è utilizzata in ambiente ospedaliero.

Possono quindi evitare, a chi le indossa, di diffondere il contagio, ma non proteggono in modo adeguato lo stesso individuo dal contagio di provenienza altrui (soprattutto per la non perfetta aderenza al volto).

“La norma UNI EN 14683 individua tre tipi di mascherine, Type I, Type II e Type IIR, che si differenziano per efficacia di filtrazione batterica pari a 95% , 98% e 98% con anche protezione alla penetrazione di schizzi di fluidi corporei.”

Mascherina medicale
Mascherina medicale

Dopo l’utilizzo di 2 -3 ore tali mascherine vanno sostituite in quanto, inumidendosi, perdono di efficacia.

Una parentesi va dedicata alle c.d. mascherine monouso con i cosiddetti “filtri”, che altro non sono che valvole in grado di rendere più facile la respirazione, riducendo il calore generato dal fiato. Le valvole “espellono” il virus all’esterno, mentre proteggono solo in entrata.

Mascherina con valvola
Mascherina con valvola

3 – Le Mascherine “Fai-da-te”

Come già detto, visto il gran numero di mascherine destinato ai malati e a particolari categorie di lavoratori, e vista la carenza sul mercato, l’acquisto e la distribuzione dei dispositivi in questione sono stati contingentati.

Come fare?

Ecco la proposta del pediatra Alberto Ferrando

E’ bastato un semplice video tutorial pubblicato attraverso il proprio blog, che ha mostrato come creare una mascherina fai-da-te in pochi minuti.

Carta da forno, due elastici e una spillatrice: sono i pochi, semplici strumenti che servono per fabbricarsi in casa una mascherina protettiva.

Dice Ferrando: “E’ anche un modo utile per distrarci un po’.. In questi giorni in cui siamo tutti a casa, costruiamole insieme ai nostri bambini. Aiuterà anche a passare il tempo facendo un’attività manuale, che permetterà anche di sviluppare la coordinazione occhio-mano dei bambini”.

Mascherina Fai-da-te
La Mascherina Fai-da-te provata dalla Palombelli

La dimostrazione in Tv è invece arrivata da Barbara Palombelli, che durante la sua trasmissione ha realizzato in poche mosse il “progetto” del pediatra.

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